Nicola Cellini

Ritmi di vita e qualità del sonno nell’Università post-COVID-19 (ReUNI)

Gli studenti universitari sono da sempre considerati una popolazione ad alto rischio di sviluppare problemi legati al sonno. Prima del lockdown uno studente patavino su due riporta una scarsa qualità del sonno, e le caratteristiche del loro sonno erano altamente influenzate dal contesto sociale e degli obblighi accademici. Durante il lockdown, questi studenti hanno riportato un marcato cambiamento nei ritmi sonno-veglia, e un peggioramento della qualità del sonno, la quale era associata ad un’elevata prevalenza di sintomatologia ansiosa e depressiva.

L’A.A. 2020-21 riprenderà con lezioni che saranno svolte in modalità mista, e una parte degli studenti seguirà le lezioni in modalità principalmente a distanza, per evitare spostamenti o costi legati ad affitti e vita fuorisede. La possibilità di seguire le lezioni senza imposizioni di orari può indurre ad una riorganizzazione dei propri ritmi di vita, incluso il ritmo sonno-veglia, ed influenzare il benessere psicologico. Inoltre, l’assenza di interazioni fisiche tra pari nel contesto universitario, la mancanza di contatto diretto con i docenti, e le difficoltà legate all’autoregolazione delle proprie attività d’apprendimento, possono avere effetti negativi sul benessere psicofisico e sulla carriera universitaria. ReUNI si pone l’obiettivo di indagare i ritmi di vita, la qualità del sonno, il benessere psicofisico e la performance accademica nell’A.A. 2020-21 in studenti che vivranno l’esperienza universitaria interamente online e studenti che seguiranno le lezioni in aula. Il progetto, di natura longitudinale, ha come target studenti del primo anno, senza precedente esperienza universitaria, e studenti del terzo anno, con alle spalle due anni di esperienza universitaria standard. Ad ogni partecipante verrà restituito un profilo dei loro ritmi nell’arco del semestre e, a fine studio, verranno inviati loro brevi prospetti su un’adeguata organizzazione dei propri ritmi e sull’igiene del sonno. Questi dati serviranno inoltre a pianificare interventi mirati di supporto psicologico per gli studenti con maggiori difficoltà.