Rassegna stampa

Quattro docenti dell’Università nelle task force del governo

Il Mattino di Padova; 19.05.2020

Il governo Conte ha arruolato quattro docenti dell’Università di Padova nelle task force formate per guidare l’Italia nell’uscita dalla pandemia. Giovannella Baggio, professoressa di Medicina di Genere nell’Ateneo padovano, farà parte del comitato tecnico scientifico; dal Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, la docente Daniele Lucangeli sarà inserita nella commissione straordinaria per la riapertura delle scuola. Telmo Pievani, invece, parteciperà al progetto Rai “La scuola non si ferma”, mentre la professoressa Laura Nota del dipartimento Fisppa e delegata del rettore in materia di Inclusione e disabilità è stata chiamata nel gruppo di lavoro sulla formazione superiore e sulla ricerca nel contrasto alle disuguaglianze.


Tentativi di cura. L’uso di plasma per curare i pazienti affetti da Coronavirus

Radio Rai Uno; 16.05.2020

Giuseppe De Donno, primario di pneumologia dell’ospedale di Mantova spiega come si è sviluppata l’idea di utilizzare il plasma per combattere il Covid-19. Anche a Padova si sta utilizzando questa terapia: il professor Giorgio Palù dell’Ateneo padovano afferma che questa sperimentazione è efficace, grazie anche ai test effettuati durante l’epidemia di Sars nel 2002 e di Mers nel 2012-2013.


Quattro ricerche sui misteri del virus

Corriere del Veneto; 16.05.2020

L’Università di Padova e i cittadini privati hanno finanziato con quasi centomila euro quattro progetti di ricerca per far luce su alcune questioni ancora irrisolte che riguardano il Covid-19. Le tematiche prendono in esame la terza analisi condotta a Vo’, le lesioni degli organi dei pazienti affetti dal virus, l’impatto del lockdown sui redditi e sui patrimoni delle imprese e il contributo dal punto di vista psicologico della tecnologia sui cittadini durante la quarantena.


Omnibus – Le parole di Crisanti

La7; 11.05.2020

Il professore dell’Università di Padova Andrea Crisanti approfondisce il tema dei tamponi, spiegando al Sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri la necessità di avere non solo lo strumento ma anche il reagente.


Could this village save the world?

Sunday Times; 10.05.2020

La piccola comunità di Vo’ Euganeo è diventato un banco di prova per gli scienziati per combattere il Covid-19: grazie ad Andrea Crisanti, professore dell’Università di Padova, il paese si è trasformato in un laboratorio, permettendo così di poter analizzare il virus e capire gli effetti che ha sul corpo umano.


Le conseguenze psicosociali del virus

TGR Veneto – Rai 3; 09.05.2020

Il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova ha avviato un questionario online per conoscere le conseguenze psicosociali e fisiche dell’emergenza Covid-19. Il progetto coinvolgerà 40 paesi da tutto il mondo e sarà attivo anche dopo la fine della pandemia, potendo così studiare anche gli effetti a lungo termine. Lo studio si concentrerà sulle categorie più deboli: i bambini e gli  adolescenti, gli anziani, le persone con problemi psichici o con status socioeconomico basso ma anche il personale medico sanitario.


Coronavirus hijacks the body from head to toe

The Wall Street Journal; 08.05.2020

In un paper pubblicato lo scorso 30 aprile sul Journal of the American Medical Association vengono presi in esame i sintomi del Covid-19 che si possono manifestare oltre alle complicanze a livello respiratorio. Il virus può attaccare anche il cervello, i reni, il cuore, i sistemi vascolare, digestivo e nervoso. L’inadeguato flusso di sangue e ossigeno può creare in alcuni pazienti anche dei micro-coaguli, portando così a problemi cardiaci, come spiega Gian Paolo Rossi, docente di Medicina interna dell’Università di Padova.


Covid-19, Università di Padova avvia test mondiale su effetti psicosociali

rainews.it; 08.05.2020

“Collaborative Outcomes study on Health and Functioning during Infection Times (COH-FIT)” è uno studio per misurare l’impatto della pandemia dal punto di vista psicosociale: tra gli oltre 200 ricercatori c’è anche Marco Solmi, psichiatra e ricercatore nel dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova. Il lavoro si concentrerà sugli aspetti legati al benessere e alla salute generale, alla famiglia, allo stress, ai problemi di natura depressiva e ansiosa e ai rilevamenti di eventuali alterazioni sui comportamenti. Ci sarà un confronto tra i dati raccolti durante le varie fasi della pandemia fino a che l’OMS non dichiarerà la fine del contagio.


Il Coronavirus spiegato ai ragazzi dal virologo Andrea Crisanti

FocusJunior.it; 02.05.2020

Il virologo e docente dell’Università di Padova Andrea Crisanti risponde ai dubbi e alle curiosità di bambini e ragazzi sul Covid-19, da che cos’è un virus a come si sviluppa una pandemia, mettendo in luce anche gli aspetti legati alla sua trasmissione e ai metodi per contrastare il contagio.


Un comitato di saggi studierà il dopo Covid

Il Gazzettino; 28.04.2020

L’Università di Padova è stata di grande aiuto, grazie ai propri medici e scienziati, nella battaglia contro il Covid-19. Guardando alla fase post emergenza, il Rettore Rosario Rizzuto mette in campo i propri professionisti per studiare come sarà il mondo dopo il Covid: “Abbiamo creato questi gruppi di lavoro interdisciplinari tra medici, ingegneri meccanici, ingegneri esperti di logistica, sociologi, psicologi e altre figure per immaginare la società post Covid, cambiata dal punto di vista economico-produttivo ma anche da quello relazionale. È una commissione snella con professionisti che avranno la responsabilità di andare nei propri Dipartimenti a raccogliere competenze e contributi”.


Un Osservatorio per valutare il livello di coesione sociale

Il Mattino di Padova; 28.04.2020

Il Dipartimento di filosofia, sociologia, pedagogia e psicologia dell’Università di Padova ha realizzato il laboratorio Hyperion, un Osservatorio della Coesione Sociale con l’obiettivo di contribuire a garantire la tenuta della comunità e scongiurare il rischio di frammentazioni sociali.  “L’Osservatorio è un progetto per l’analisi delle modalità socio-interattive messe in campo dai cittadini nella gestione dell’assetto emergenziale – spiega il professor Gian Piero Turchi, direttore del Corso di perfezionamento in Gestione dell’emergenza in ambito di Salute e Comunità -. Il monitoraggio consente di mettere a disposizione i risultati relativi alla coesione sociale della comunità nel perseguimento dell’obiettivo di riduzione della diffusione del contagio”.


Covid: attività in Veneto

Petrolio – Rai 2; 25.04.2020

Le misure adottate per contrastare l’emergenza da Covid-19 in Veneto sono state state essenziali per la preparazione alla fase due . Da un lato troviamo lo studio di Vo’, guidato dal professor Andrea Crisanti, con l’obiettivo di analizzare la riposta immunologica degli abitanti, fornendo una certezza o meno sulla validità del vaccino. Dall’altro ci sono i test a tampone, effettuati a tappeto per capire lo stato di salute della popolazione regionale, soprattutto le categorie a rischio: così spiega il professor Stefano Merigliano, presidente della Scuola di medicina e chirurgia dell’Università di Padova.


Il Veneto salvato dagli scienziati. Che hanno ignorato i manager leghisti della sanità

L’Espresso; 24.04.2020

Il primo tampone eseguito al paziente numero uno di Vo’ è stato eseguito dal dipartimento di microbiologia e virologia dell’Università di Padova, diretto dal professor Andrea Crisanti, sforzando le regole vigenti, poiché il paziente non rientrava nei casi da testare. Il modello Veneto è diventato un esempio, grazie alla tempestività d’azione e ai test a tappeto alla popolazione.


A civilian army of tracers

Financial Time; 23.04.2020

Per poter far ripartire l’economia, i governi devono costituire dei team composti da personale sanitario per tracciare i contatti tra le persone recentemente infettate, per poter poi creare una mappa dei contagi. Il professor Crisanti dell’Università di Padova ha dichiarato:“Durante la quarantena e il lockdown, non c’è bisogno di tracciare le persone: si sa dove sono e dove sono state. Ma appena le persone inizieranno a muoversi, il tracciamento dei contatti diventa essenziale”.


Covid e olfatto: parte dalla Marca uno studio internazionale su oltre duecento pazienti dell’Ulss2 in isolamento

qdpnews.it; 23.04.2020

Il professor dell’Università di Padova Paolo Boscolo Rizzo è a capo del team di ricercatori nazionali e internazionali che hanno studiando le implicazioni delle alterazioni olfattive nel Covid-19. Lo studio, pubblicato in The Journal of the American Medical Association, ha evidenziato come il 65% dei 202 pazienti presi in esame abbia rilevato un’alterazione dell’olfatto o del gusto come sintomo dell’infezione.


Padova, il questionario dell’università per scovare i positivi

vvox.it; 22.04.2020

Il progetto Incident, promosso dall’Unità di Biostatistica dell’Università di Padova e condotto dal professor Dario Gregori, propone di stimare i casi positivi al Covid-19 che non sono ancora giunti all’attenzione del Sistema Sanitario Nazionale. Il questionario, composto da 9 domande, è basato sugli stimatori della classe Network Scale-Up Method (NSUM), utilizzati specialmente nelle ricerche sociologiche ed epidemiologiche. Il progetto, inoltre, è su scala nazionale, poiché l’efficacia del test aumenta in base al numero di persone coinvolte.


SARS-CoV-2. L’alterazione dell’olfatto uno dei primi sintomi

lescienze.it; 21.04.2020

Un team di ricercatori padovani e britannici hanno condotto uno studio su 202 pazienti in isolamento domiciliare per dimostrare come un alterato senso dell’olfatto o del gusto possa essere un indicatore precoce di infezione da SARS-CoV-2. L’alterazione è stata riportata da 103 pazienti e gli altri sintomi frequenti che sono stata rilevati sono astenia, tosse e febbre. Nell’11,9% dei casi, il sintomo preso in esame ha preceduto gli altri, mentre nel 22,8% è sorto contemporaneamente e nel 26,7% è risultato successivo.


Vo’, il paese diventato microscopio: al via un nuovo studio sul coronavirus. Sarà mappato il genoma di tutti gli abitanti

La Stampa; 21.04.2020

È in arrivo un nuovo studio su Vo’: l’Università di Padova, infatti, ha intenzione di mappare l’intero genoma degli abitanti del paese, per verificare chi è più portato a essere contagiato e chi invece presenta una resistenza al virus. Inoltre, la ricerca sarà utile per verificare l’efficacia dei test immunologici, come spiega il professor Andrea Crisanti. Si partirà il 25 aprile e lo studio durerà sei mesi.


Crisanti, ora so come imbrigliare il virus

Sky TG24; 20.04.2020

Autore del “modello Veneto” per combattere l’epidemia di Covid-19, il virologo Andrea Crisanti dichiara che nella fase 2 nasceranno nuovi focolai e per contrastarli è necessario adottare misure immediate, come nel caso di Vo’ con la circoscrizione dell’area, i tamponi su tutta la popolazione coinvolta e l’isolamento dei positivi.

Chi sono i giovani italiani di Bending Spoons: gli ideatori dell’app Immuni

forbes.it; 17.04.2020

L’app Immuni consentirà di tracciare i contatti interpersonali tramite gli smartphone, permettendo così di conoscere i soggetti che sono entrati in contatto con un contagiato da Covid-19: la società  che progetterà questo strumento è la Bending Spoons, un’eccellenza italiana affermata nel suo settore. Tre dei cinque fondatori sono ex studenti dell’Università di Padova; Bending Spoons si occupa di diversi ambiti, dal wellness al fitness alla sicurezza informatica.


Il futuro secondo il virologo Andrea Crisanti (il vaccino non è certo)

askanews.it; 17.04.2020

Il virologo Andrea Crisanti propone un quadro del futuro dell’epidemia: “Avremo una serie di stop and go, quindi dobbiamo creare la capacità di intervenire. Per questo è stata importante l’esperienza fatta a Vo’ Euganeo, perché ci dà le coordinate per intervenire nel caso ci siano nuovi focolai”. Il professore sottolinea l’importanza degli interventi tempestivi, chiudendo la zona del focolaio, analizzando sistematicamente tutte le persone e tracciando i contatti.


Per la ripresa l’unica bussola è la scienza

Il Sole 24 Ore; 16.04.2020

Per iniziare la fase 2 è necessario tener conto delle informazioni scientifiche disponibili riguardanti la circolazione del virus e lo stato di immunità degli individui. Per la ripresa delle attività produttive è doveroso: aumentare i test per una rapida identificazione e isolare i soggetti infetti e i loro contatti, utilizzare in modo corretto i dispositivi di protezione individuale e sanificare le superfici e definire nuove modalità di organizzazione del lavoro.


Un farmaco anti-tumore può combattere il virus? Sperimentazione in Veneto

Corriere della Sera; 16.04.2020

La Fondazione per la ricerca biomedica Onlus – Istituto Veneto di medicina molecolare sta per pubblicare una ricerca, in collaborazione con l’Università di Padova, sulla possibile efficacia di un farmaco anti-tumore, in particolare alla prostata, sui pazienti affetti da Covid-19. Il professor Andrea Alimonti, coordinatore del gruppo di ricerca, si sta concentrando sugli inibitori dell’enzima Tmprss2: si attendono i risultati definitivi.


Vo’, test sierologico sui gatti di casa. Caccia agli anticorpi

Corriere del Veneto; 16.04.2020

Quattro ricercatori dell’Università di Padova e un collega dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie analizzeranno il sangue dei gatti domestici tramite il test sierologico, per cercare gli anticorpi al Covid-19. Lo studio vuole capire se i gatti possano esser infettati dai propri esseri umani e individuare anche gli animali infetti all’interno del nucleo familiare. I test sono su base volontaria, i ricercatori stanno predisponendo le modalità operative per concretizzare il progetto nei prossimi giorni.


“I farmaci contro il cancro alla prostata potrebbero rivelarsi utili”

Il Manifesto; 15.04.2020

La ricerca di una cura per il tumore alla prostata potrebbe essere utile per un trattamento contro il Covid-19: questa è la teoria di Andrea Alimonti, professore dell’Università di Padova ed esperto di tumori. Una delle proteine utilizzate dal virus per infettare le cellule è l’enzima Tmprss2: nelle cure sui tumori si procede abbassando i livelli di testosterone nel sangue e bloccando l’attività dell’enzima. Non ci sono ancora conferme dirette se l’inibitore dell’enzima possa bloccare il Covid-19, il professore sta attendendo i risultati per poter pubblicare dei dati certi.


Coronavirus, virologo Crisanti: “Serve mappa infetti reali per fase 2 sicura”

adnkronos.it; 14.04.2020

Secondo l’epidemiologo e virologo Andrea Crisanti, è necessario creare una mappa degli infetti reali per il varo in sicurezza della fase 2, evitando così una ripresa dell’epidemia. “Incrementare la capacità di fare tamponi – dichiara il professore – è una condizione indispensabile per riaprire senza rischi. Dobbiamo sapere quanti infetti ci sono e se abbiamo dei cluster d’infezione dobbiamo essere in grado di intervenire tempestivamente”.


Interviene Andrea Crisanti, professore di Microbiologia Unipd

Tg4; 14.04.2020

Un terzo dei contagi in Italia è avvenuto in Lombardia, diventando così la regione più legata all’emergenza Covid-19. Sul fronte opposto c’è il Veneto che rappresenta un modello per tutto il Paese, grazie al rallentamento costante dei casi e alle restrizioni del presidente Zaia: ad approfondire il tema interviene il professore di Microbiologia dell’Università di Padova, Andrea Crisanti.


Il Veneto respira. “Contagi in flessione, ora dimessi e guariti superano i ricoveri”

Il mattino di Padova; 12.02.2020

Il direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Ateneo padovano, Gaudenzio Meneghesso, in collaborazione con Roberto Vettor, professore a capo del Dipartimento di Medicina, ha condotto un’indagine statistica sull’efficacia dei provvedimenti adottati dalla Regione Veneto confrontandoli con quelli di Lombardia e Piemonte. Il professor Meneghesso ha dichiarato che il Veneto ha ottenuto i risultati migliori grazie a un’azione immediata sul versante dei tamponi e dei provvedimenti restrittivi.


Più rischi per le persone con diabete che contraggono il Covid-19

milanofinanza.it; 01.04.2020

Uno studio dell’Università di Padova, condotto dai professori Gian Paolo Fadini e Angelo Avogaro, insieme ai dottori Mario Luca Morieri ed Enrico Longato, spiega come il diabete non espone le persone a un maggior rischio di infezione da Covid-19. Tuttavia, le persone che presentano questa patologia sono più soggette a complicanze durante l’infezione dal virus. I pazienti con il decorso più sfavorevole erano soggetti molto anziani e affetti da altre patologie.


Veneto, parte campagna test sierologici

Sky Tg24; 01.03.2020

È stato approvato dal presidente della regione Veneto Luca Zaia un nuovo progetto scientifico per bloccare la diffusione del Covid-19: attraverso il prelievo di sangue, sarà possibile individuare gli anticorpi e l’immunizzazione del virus nelle persone. La fase sperimentale partirà dai dipendenti della sanità e delle case di riposo. Il progetto è stato validato dalle Università di Padova e di Verona.


Guerra finale al Covid: ora via ai tamponi e nuovi test sul serio

Il Giornale; 01.04.2020

Per non abbassare la guardia nella fase finale del Covid-19, gli epidemiologi hanno individuato per la fase 3, quella finale, dell’epidemia due strumenti importanti: lo stare a casa di massa e i tamponi, che avrà senso tornare a fare soprattutto dopo la diminuzione dell’andamento dei contagi, per isolare sul nascere e spegnere eventuali nuovi focolai. La battaglia si sta spostando dalle terapie intensive al territorio: per non inflazionare il circuito dei tamponi, vengono proposte delle alternative, come la diagnostica sierologica in Veneto, messa a punto da Mario Plebani, docente del dipartimento di Medicina di laboratorio dell’azienda ospedaliera padovana, e da Giuseppe Lippi dell’unità operativa complessa dell’ospedale di Verona.


Veneto, esami a tappeto: 700 mila analisi sul siero e “patente di immunità”

Corriere della sera; 01.04.2020

Partirà in Veneto il “Progetto per la diagnostica sierologica del Covid-19”, coordinato dal virologo Giorgio Palù: iniziando dal personale degli ospedali, si eseguirà un test rapido per rilevare la quantità di anticorpi protettivi contro il virus, individuando quindi i soggetti immuni all’infezione. Si proseguirà poi con i lavoratori delle categorie produttive e successivamente con il resto della popolazione, per appurare se la regione ha raggiunto l’immunità di gregge, ovvero il 60% dei cittadini.


Coronavirus: perché il modello veneto funziona e altri no

Radio Capital, Circo massimo; 30.03.2020

Andrea Crisanti, docente di microbiologia dell’Università di Padova, spiega l’importanza di identificare le persone che sono infette sul territorio, sia quelle che presentano sintomi che quelle asintomatiche, e isolarle. L’errore iniziale, spiega il professore, è stato quello di sottovalutare lo sviluppo dell’epidemia. In Italia c’è bisogno di affrontare la situazione in relazione al territorio e di avere più trasparenza nei dati. Per ripartire è necessario predisporre strutture per la protezione e il controllo del virus.


“Così il Veneto ha fermato contagi e morti”. L’intervista a Rosario Rizzuto

ilsussidiario.net; 28.03.2020

Il Veneto registra un tasso di letalità inferiore rispetto alla Lombardia. Nell’intervista il Rettore Rosario Rizzuto specifica che ci sono due fattori che hanno determinato questa differenza: l’organizzazione negli ospedali e la sorveglianza attiva “aggressiva”. L’esempio veneto, continua il rettore, può essere replicato anche nelle regioni con un tasso di popolazione infetta ancora basso.


Coronavirus, meno contagi e più guarigioni. Perché le donne reagiscono meglio

Corriere della sera; 28.03.2020

I dati italiani stanno confermando quelli della Cina: il tasso di letalità del Covid-19 è più alto negli uomini. Anche a livello internazionale. Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità: “Andranno fatti studi immunologici per capire se, come credo, la risposta immunitaria ha un ruolo importante. Lo stesso accade per giovani e bambini, fra i quali si è registrata una bassa incidenza di Covid-19. Hanno un sistema di difesa più plasmabile, pronto a combattere virus ignoti”.


Italy’s slow progress is warning to West

The Wall Street Journal; 28.03.2020

Le misure adottate in Italia per il contenimento del virus sono le più drastiche del mondo Occidentale: tuttavia i progressi sono lenti e disomogenei. Per gli altri paesi che stanno affrontando l’emergenza, l’esempio italiano è utile per valutare l’efficacia delle restrizioni e l’impatto sull’economia. In particolare, lo studio sulla popolazione di Vo’, condotto dal professore Crisanti dell’Università di Padova, ha dimostrato l’importanza di un lockdown aggressivo di fronte a un gruppo di persone infette, aumentando anche i test.


Coronavirus, i cardiologi: “Non smettete di prendere i farmaci salvavita”

La Repubblica; 25.03.2020

Secondo alcune fake news, i farmaci salvavita (ACE-inibitori o ARB) sarebbero dannosi nei pazienti infettati da Covid-19. Come afferma il professor Gian Paolo Rossi, direttore della clinica dell’Ipertensione arteriosa dell’Università di Padova e coordinatore del programma internazionale PhD in Ipertensione arteriosa e Biologia vascolare, è controproducente sospendere gli ACE-inibitori o gli ARB. “In una situazione emergenziale così grave” ha dichiarato il professore “le notizie false, i dati aneddotici e i risultati estemporanei possono generare danni collaterali ingenti”.


Emergenza sottovalutata. In Italia almeno 450 mila casi

Corriere della Sera; 25.03.2020

Il virologo Crisanti stima che in Italia si possano raggiungere i 450 mila contagiati. In Lombardia sono presenti almeno 250 mila malati, 150 mila sintomatici e 100 mila asintomatici. Non ci sono evidenze sulla diversità del virus tra Lombardia e Veneto: il tasso di mortalità nella regione veneta è inferiore rispetto a quella lombarda poiché il numero di tamponi eseguiti è maggiore, portando così a dei risultati concreti.


Casi lievi o asintomatici, l’epidemia sommersa. In Italia due contagi su tre restano nell’ombra

La Repubblica, Gli Invisibili; 24.03.2020

Il professor Andrea Crisanti, microbiologo all’Università di Padova, stima che in Italia ci siano 300 mila contagiati, 160 mila dei quali con sintomi ma non ancora sottoposti al tampone e 140 mila asintomatici. Si tratta di un’epidemia sommersa: senza un monitoraggio accurato, la parte invisibile dell’iceberg continuerà a crescere e ad alimentare il contagio.


Marghera, nuovo piano anti Covid-19

Telenuovo, 23.03.2020

Dai tirocinanti e medici in formazione, impegnati nel controllo dei pazienti positivi domiciliati, allo sforzo di tutti i ricercatori dell’Università di Padova per trovare macchinari e persone da utilizzare per la ricerca scientifica sul virus Sars-Cov2: l’importanza nevralgica della Scuola di Medicina dell’Università di Padova, guidata dal professor Stefano Merigliano.


Crisanti: “Epidemia di Coronavirus in Italia? Numeri inesatti. Male contenimento e monitoraggio di positivi’’

globalist.it; 22.03.2020

Secondo il prof. Crisanti, la sorveglianza attiva è fondamentale: sulla base dello studio di Vo’; gli asintomatici tramettono il virus, come dimostrato dal secondo screaning. Prendendo in considerazione la mortalità, in Lombardia la percentuale è del 12%, mentre in Veneto del 3%. La differenza tra le due regioni non è data da una diversità del virus ma dal numero di contagi non ancora rilevato, più alto nella regione lombarda.


Antivirus. La settimana cruciale della lotta al Coronavirus

Petrolio, Rai Due; 21.03.2020

Come funziona la gestione dei tamponi? Riusciamo a identificare e isolare i casi sospetti? È possibile identificare con chi sono stati in contatto? Come riconoscere gli asintomatici? Vaccini e terapie: a che punto siamo? Le misure straordinarie di isolamento chieste agli italiani basteranno? Interviene la professoressa Antonella Viola del Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova.


Focus sull’emergenza Coronavirus

Dimartedì, La7; 17.03.2020

Conoscere l’epidemia per contrastarla: il professor Andrea Crisanti mette in risalto l’importanza di fare tamponi a tappeto per scoprire anche i casi asintomatici e bloccare il contagio.


Come leggere i dati forniti sull’epidemia? Intervista a Piero Martin

TGR Leonardo, Rai Tre; 17.03.2020

Il professor Piero Martin, fisico dell’Università di Padova, spiega l’importanza dei numeri e dei grafici: saperli leggere è utile per capire il futuro di questa epidemia e gli effetti nei nostri comportamenti. Un maggior numero di tamponi aiuta la crescita dei dati a disposizione, facilitando la realizzazione di grafici più precisi per ottenere previsioni più corrette.


Coronavirus, le scelte del Veneto stanno dando i loro frutti

TGR Leonardo, Rai Tre; 16.03.2020

Uno studio di biostatistica ed epidemiologia  dell’Università di Padova, coordinato dal professor Dario Gregorio, insieme a ricercatori dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale, ha preso in esame la situazione in Veneto, evidenziando come il distanziamento sociale e il rigore nell’applicazione delle politiche sanitarie abbiano risparmiato 350 casi di positività da Covid-19, ossia 15-20 casi al giorno.


Andrea Crisanti annuncia sorveglianza attiva massima

GR1 Veneto, Radio Rai Uno; 14.03.2020

Il prof. Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova, annuncia l’inizio della sorveglianza attiva massiva attraverso l’esecuzione di 15 mila tamponi al giorno su tutti i lavoratori più esposti, con l’obiettivo di scovare gli asintomatici, contro i 2 mila attuali.


Coronavirus Epidemic and Extracorporeal Therapies in Intensive Care: si vis pacem para bellum

Blood Purification; 13.03.2020

Claudio Ronco, professore del Dipartimento di Medicina dell’Ateneo padovano e direttore dell’Unità operativa di Nefrologia di Vicenza, spiega l’importanza di utilizzare in combinazione le terapie extracorporee di emoperfusione e di sostituzione della funzione renale per i pazienti affetti da Covid-19 che manifestino sintomi gravi.



In Veneto è avvenuto il più grande esperimento di virologia ed epidemiologia al mondo

TGR Leonardo, Rai Tre; 13.03.2020

I circa 3 mila abitanti di Vo’, sui Colli Euganei, si sono sottoposti al tampone prima e dopo la quarantena. Oggi quei risultati sono estremamente preziosi: l’incidenza del virus è passata dal 3% allo 0,3% dopo 15 giorni. L’esperimento di virologia ed epidemiologia più grande al mondo è stato diretto da Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova.


Coronavirus epidemic: preparing for extracorporeal organ support in intensive care

The Lancet; 06.02.2020

Partendo dai dati sullo sviluppo dei sintomi forniti dall’Organizzazione mondiale della Sanità, il professore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, Claudio Ronco, i team di terapia intensiva dovranno fornire terapie extracorporee utili a supportare i diversi organi, come polmoni, cuore, reni e fegato