Giovanna Mioni

QuaranTIME: Passato, presente e futuro durante il COVID-19 (Q-Time)

Stima finanziamento per attuazione del progetto: 5.000 euro

In questo complicato contesto di distanziamento sociale riteniamo prezioso considerare come le persone valutano e pensano al tempo. Il tempo è un fattore cruciale nella nostra vita dai molteplici significati psicosociali. Un recente studio condotto da Cellini et al. 2020 ha evidenziato come un prolungato periodo di lockdown abbia causato una soggettiva percezione di dilatazione del tempo con perdita dei riferimenti temporali. Le persone riportavano confusione riguardo ai giorni della settimana, inoltre riportavano un aumentato senso di noia e della sensazione di sentirsi “bloccati nel momento”. Questa alterata percezione del tempo abbiamo visto avere conseguenze sulla qualità del sonno e sullo stato psicofisico dei partecipanti. Il presente progetto mira a valutare proprio la soggettiva percezione del tempo attraverso la teoria della Prospettiva Temporale (PT; Zimbardo & Boyd, 2008). La PT indaga l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti delle esperienze del proprio presente, passato e futuro. Alla specifica configurazione temporale che caratterizza ciascuno di noi corrisponde un peculiare stile cognitivo, emotivo e motivazionale. Questo profilo temporale determina, spesso in maniera del tutto inconscia, il modo in cui effettuiamo le scelte quotidiane, i nostri comportamenti, gli stili di vita, il benessere, la salute e la nostra qualità di vita. Questo progetto si propone come uno studio longitudinale per monitorare le modificazioni individuali dei profili temporali ed individuare stili di comportamento ad essi associati anche strategicamente importanti per le politiche di contenimento della pandemia (es. individuazione di profili pro-sociali nell’uso della mascherina, delle norme di distanziamento sociale, della sottostima di eventuali comportamenti rischiosi, ecc.). Basandoci su dati raccolti prima del periodo di emergenza, il presente progetto si propone di effettuare una comparazione pre/post-quarantena, valutando se e come i cambiamenti nella PT possano essere imputabili alle politiche di contenimento del COVID-19. La possibilità di comparare i dati pre/post pandemia ci offre la rara e quasi unica possibilità di mettere in relazione sia quantitativamente che qualitativamente il cambiamento di PT verificato all’interno della popolazione.