Chiara Rabbiosi

Prossimità e distanziamento socio-spaziale nel turismo (post)pandemico tra desiderio di svago e necessità di prevenzione – ProxyTourS

Stima finanziamento per attuazione del progetto: 10.000 euro

ProxyTourS indaga le nuove geografie sociali della mobilità turistica nell’epoca del nuovo Coronavirus. Analizzando le dinamiche di prossimità e distanziamento sociale saranno sviluppate nuove conoscenze utili alla gestione della crisi sanitaria. Il turismo contemporaneo si caratterizza per l’alta densità spaziale come nel caso delle città iperturistiche o delle destinazioni balneari in estate. Inoltre, attraverso la filiera che lo supporta, città ‘globali’ sono messe in connessione con luoghi più periferici e remoti come le aree interne montane. Per questi motivi, con la ripresa delle attività sospese durante il lockdown, la mobilità turistica è emersa come estremamente problematica. Durante la stagione estiva appena conclusa, il desiderio di svago, di vacanza e di viaggiare ha continuato a farsi sentire. Se talvolta si è andati oltre le norme di regolamento dell’uso di spazi collettivi, altre volte la paura del contagio ha influito sui comportamenti turistici ai quali si sono aggiunte nuove regole di accesso (o divieto) alle destinazioni. ProxyTourS monitora le campagne promozionali attivate dagli organismi internazionali e nazionali del turismo e osserva le pratiche messe in atto da operatori, turisti e residenti in una prospettiva multiscalare e multi-attoriale. La ricerca ha una durata minima di sei mesi (10.000 eur) durante i quali sarà individuato un ambito di svolgimento della ricerca di campo di tipo etnografico, anche digitale, dove osservare le pratiche del turismo e le modalità con cui prossimità e distanza socio-spaziale ridisegnano lo spazio vissuto del turismo (post)pandemico. Comprendendo il vissuto del turismo sarà possibile circoscrivere meglio possibili nuove ondate di diffusione del virus e, di conseguenza, agire più efficacemente nella prevenzione sanitaria.