Alessandro Angrilli

Effetti psicofisiologici del lockdown Covid-19 prolungato e della deprivazione sensoriale sulle capacità cognitive e le risposte emotive (LoCogEm)

Stima finanziamento per attuazione del progetto: 30.000 euro

l’Italia è stato il primo paese europeo colpito dall’epidemia di Covid-19. Il lockdown, ovvero l’isolamento sociale è stato tra i più serrati e lunghi intrapresi in Europa. Diversi studi sugli effetti negativi indotti dal lockdown hanno dimostrato l’insorgenza di sintomi ansiosi e depressivi, disturbi del sonno e da stress in una percentuale elevata della popolazione. Nell’anziano l’immobilizzazione e la riduzione del movimento può portare in poche settimane a un degrado fisico e cognitivo difficilmente arrestabile. Un peggioramento delle capacità cognitive dei lavoratori in telelavoro, dopo confinamento prolungato, potrebbe avere costi economici importanti. Buona parte del nostro cervello è coinvolta nell’attività motoria, e viene stimolata anche dal semplice movimento provocato da una passeggiata, questa stimolazione è associata a fenomeni di plasticità. In diversi studi realizzati nel nostro laboratorio l’immobilizzazione a letto per breve periodo di giovani e anziani ha evidenziato effetti potenti su cognizione, plasticità cerebrale ed emozioni. Effetti meno marcati nel breve tempo ma potenzialmente pericolosi nel lungo termine, su cognizione e umore, possono essere scatenati dal confinamento a casa per la durata di mesi. Si può innestare un circolo vizioso che si autoalimenta nell’apatia e nella deprivazione sensoriale e motoria, anche in persone giovani. Noi ipotizziamo che il confinamento prolungato a casa, la conseguente deprivazione sensoriale e la ridotta attività motoria, abbiano effetti importanti in grado di ridurre significativamente l’attenzione, la memoria, le risposte emotive che possono a loro volta causare depressione e apatia. A questo scopo si prevede la selezione di due gruppi appaiati di partecipanti, un gruppo che è rimasto autoconfinato a casa dopo il lockdown e un gruppo di controllo ritornato in piena attività fuori casa. In questi partecipanti verranno misurati, a casa loro, numerosi parametri con questionari, actigrafi e strumenti psicofisiologici per verificare l’ipotesi che la riduzione del movimento causato dal confinamento altera i processi cognitivi, le emozioni e l’umore.