Fabio Farinati

Danno epatico durante l’infezione da SARS-CoV-2: interazioni clinico-immunologiche e patologico-molecolari (LIVER-COV)

Stima finanziamento per attuazione del progetto: 10.000 euro

Nei pazienti con COVID-19, in particolare nei casi di malattia severa, un aumento di ALT, AST e bilirubina è frequentemente riportato (14-53%).

Le principali ipotesi sul meccanismo di danno epatico sono: effetto citopatico diretto del virus; epatotossicità da farmaci e danno infiammatorio immunomediato. In letteratura è suggerito che la sindrome da rilascio citochinico (CRS), causata dal rilascio di citochine pro-infiammatorie prodotte da un sistema immunitario iperattivato, sia fondamentale nel determinare una malattia severa. Nonostante la possibilità di un danno epatico diretto, le caratteristiche istopatologiche, tra le quali quelle pubblicate dal nostro gruppo (J Gastrointest Liver Dis, 2020) non dimostrano nessun danno specifico. Il ruolo della CRS nella patogenesi del danno epatico non è ancora stato chiarito, e la sua caratterizzazione potrebbe permettere una migliore comprensione del coinvolgimento multiorgano. Inoltre, poco è noto sul ruolo di una precedente epatopatia sul decorso di malattia da COVID-19.

In questo studio ci proponiamo di valutare non solo la frequenza e la rilevanza clinica del danno epatico nei pazienti ospedalizzati per COVID-19, il decorso di malattia nei pazienti con epatopatia e l’impatto dell’infezione sulla funzione epatica a medio termine, ma anche di studiare le caratteristiche istologiche del danno epatico e la CRS come principale meccanismo di danno.

Verranno valutati retrospettivamente e prospetticamente i pazienti ospedalizzati per COVID-19 presso l’ospedale di Padova a partire da febbraio 2020. La determinazione delle citochine circolanti sarà effettuata in una coorte prospettica di pazienti con danno epatico e malattia polmonare da lieve a severa, oltre che in tutti i pazienti sottoposti a biopsia epatica. Le alterazioni istologiche specifiche associate al danno epatico saranno caratterizzate. Sarà anche valutata la possibilità di utilizzare modelli animali di COVID-19 (ad esempio il topo, dove l’infezione è in grado di indurre patologia polmonare [Leist, Cell, 2020]), per valutare l’importanza e i meccanismi di danno epatico.